Sostenibilità o transizione?

 

di  Patty L’ Abbate

Tutti i Paesi del mondo mirano alla crescita del Prodotto Interno Lordo (PIL), per aumentare il tenore di vita dei cittadini e  far crescere il livello di occupazione. In realtà questo indicatore ha senso solo all’interno di una società basata sul modello economico che abbiamo perseguito fin ora, fondato sulla crescita dei consumi materiali e sulla  competitività nelle relazioni internazionali.

Questo modello ha anche portato alla crescita della quantità di CO2 in atmosfera, al depauperamento delle risorse non rinnovabili, all’aumento dell’impronta ecologica mondiale, alla crescita del divario fra ricchi e poveri, all’ aumento del degrado ecologico e sociale. In aumento c’è anche la temperatura del globo, e per evitare ulteriori danni al sistema dovuto ai cambiamenti climatici, è necessario sostituire le fonti fossili con energia  rinnovabile,  ma non basta, prima di tutto vanno ridotti gli sprechi energetici e quindi  il consumo di merci che non soddisfano reali bisogni. Le merci e l’energia sono direttamente proporzionali, non possiamo ottenere alcun tipo di merce senza l’utilizzo di energia.

È necessario un viraggio, una rivoluzione culturale, che attui dei  modelli basati  su valori diversi da quelli perseguiti fin ora, ponendo al centro i bisogni dell’ ecosistema di cui l’uomo è parte integrante e  non le necessità del “mercato”.

Una diminuzione  oculata dell’uso delle risorse naturali, e quindi una diminuzione controllata dei consumi  potrebbe sostituirsi alla recessione attuale  e  portare  “vera  ricchezza”. Cosa intendiamo per ricchezza? I  beni materiali? Che fine hanno fatto i beni spirituali?

Per migliorare il tenore di vita di tutti e tutelare l’ecosistema è necessario adottare un sistema in cui i valori ritornino ad avere la loro importanza, le relazioni affettive devono  prevalere sui beni materiali, sul  possesso di cose.

Questo periodo storico sarà testimone del  salto quantico in una nuova era: l’abbandono delle fonti fossili e il declino del capitalismo. I rendimenti decrescenti ci spingono verso un economia collaborativa, una  tecnologia dal volto umano, con condivisione e autoproduzione di energia rinnovabile.

Vogliamo essere protagonisti o passivi spettatori?

Per affrontare la transizione è necessario essere preparati, e acquisire una coscienza biosferica per poter cavalcare il cambiamento.

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